Il nuovo sito Chiandetti Group

Il nuovo sito Chiandetti Group è online!

Chiandetti Group presenta il suo nuovo sito web

, con una veste grafica accattivante e moderna, contenuti multimediali, navigazione semplice e intuitiva, servizi innovativi.

Il nuovo sito Chiandetti Group è online: www.chiandetti.it
Il nuovo sito Chiandetti Group è online: www.chiandetti.it

Il sito è responsive, è “one page” basato su pagina unica con scorrimento verticale, principalmente flat design, con contenuti fotografici descrittivi.
Ha una logica basata su bootstrap, gestendo i contenuti adattandoli alle risoluzioni degli schermi.
La Home Page è in stile “metro” dando la possibilità di navigare in maniera lineare tramite lo scrolling o in maniera ipertestuale tramite i vari menu e link, dando una navigazione semplice o più immediata a chi interessa uno specifico argomento.
Qualcuno si domanderà il perché di questa marchetta? Il primo motivo, è l’azienda per cui lavoro, secondo motivo ne sono un coautore. Quindi abbandonate gli indugi: navigate tra le pagine di www.chiandetti.it

Vedo nero!

Vedo nero!

Generazione del canale del nero nella quadricromia.
cmyandk
La trasformazione da RGB a quadricromia e soprattutto la generazione del canale del nero, non è indolore e non è controllabile. Gli strumenti per la generazione del GCR (il Gray Component Replacement, la sostituzione dei colori di tricromia con il nero nelle aree neutre o grigie), che una volta veniva definito UCR (Under Color Removal), non sono molti, anzi. Se agli inizi si tendeva a creare un nero scheletrico, che serviva solo a rafforzare le ombre, nel tempo, per semplificare il mantenimento degli standard di stampa, per un miglior controllo delle dominanti e una diminuzione del costo di stampa (il nero è l’inchiostro più economico) si è passati ad un gcr medio piuttosto spinto, il nero lavora molto, a scapito del colore nelle ombre, e con il rischio di imbottire l’immagine, poiché con il nero ci si tiene spesso abbondanti.

Queste immagini sembrano identiche se non simili, ma la struttura è profondamente diversa: l’immagine a destra è convertita nel classico profilo standard, la seconda è costruita con una generazione di nero scheletrico, con una rampa molto spinta, la terza con un profilo con una generazione di nero molto minore con la costruzione dei pieni affidata dai canali cmy, e l’ultima a sinistra l’immagine è costruita in maniera preponderante dal nero.

Un difetto della conversione standard è lo svuotamento del colore nelle ombre in maniera grossolana togliendo in maniera eccessiva la percezione del colore.
Tra la prima e la seconda foto, si nota una differenza decisiva nella costruzione del colore nelle ombre, dove nella seconda si mantengono tutte le caratteristiche cromatiche e di saturazione.

Nella quarta foto invece il nero è responsabile dell’equilibrio della foto, se ci fosse la necessità di un controllo preciso e semplice dei grigi, come una foto bianco e nero in quadricromia, o una foto in cui i grigi sono importanti e preponderanti.
Ovviamente c’è il rischio di un appiattimento della foto e della perdita di saturazione di alcuni colori.

Foto notturna satura
In questo esempio, in cui il colore deve fare da padrone, l’utilizzo del profilo con il nero scheletrico diventa interessante. La differenza di costruzione del colore è notevole, e il nero serve a dare una “botta” di contrasto.
Scala di grigio in CMYK
In questa foto le esigenze si sono invertite, più lavorano i canali cmy e più rischio disastrose dominanti, è una foto adatta al profilo gcr per creare un nero che costruisce l’immagine e gli altri tre colori per creare un “tappeto” che migliora l’effetto della scala di grigio. È molto indicato anche per le foto virate seppia o simili.

In questo link potete scaricare i profili che ho creato per ottenere le foto, ottenuti trasformando un profilo di quadricromia generico con Argyll Color Management System: Fogra49ucrgcrskel
Siete invitati a scaricarli e a provarli, trasformando le vostre foto da rgb a cmyk usando i due profili e cortesemente indicandomi le vostre impressioni! Grazie!

Tara l’obiettivo

centralobiettivo

Precisione del colore: tara l’obiettivo.

Non parlo dell’obiettivo della macchina fotografica ma del “puntamento” colore dei vostri software. Cominciando con il presentare i due consorzi tecnici che propongono i loro standard ISO per l’Europa (tutti e due tedeschi 😯 ): l’Eci e Fogra:

The European Color Initiative (ECI) is a group of experts, working on device independent processing of color data in digital publication systems. ECI has been founded in June 1996 in Hamburg at the initiative of the publishing houses Bauer, Burda, Gruner+Jahr and Springer.

www.eci.org/

Fogra Forschungsgesellschaft Druck e.V.
Service Provider for the Printing Industrie
The objective of Fogra Forschungsgesellschaft Druck e.V. (Fogra GraphicTechnology Research Association) is to promote print engineering and its future-oriented technologies in the fields of research and development, and to enable the printing industry to utilize the results of this activity. To this end the association maintains its own institute, with about 60 staff membersincluding engineers, chemists and physicists.

www.fogra.org/

Questi due consorzi sono i principali riferimenti per le arti grafiche, l’Eci per la distribuzione dei profili colore offset standard da utilizzare nelle macchine digitali, il secondo per lo studio e la caratterizzazione standard (ISO) delle tecnologie offset.

Quindi i profili Fogra a cosa si riferiscono?

In Photoshop ci sono più profili di stampa, i principali Europa, Giappone e Nord America. La differenza è data dalle diverse componenti degli inchiostri e caratterizzazioni delle macchine offset principali dei vari continenti. Gli inchiostri americani hanno un ciano, un magenta e un giallo diverso da quelli europei e da quelli giapponesi, continente che vai inchiostro che trovi. Avete mai personalizzato la gestione colore del vostro Photoshop? Ci sono alte probabilità che siano impostate sui colori americani… e quindi? Disastro!

Eci e Fogra, propongono caratterizzazioni (spiegherò in un successivo articolo) e profili più aggiornati possibili rispetto alla tecniche e materiali di stampa più recenti e secondo la migliore conformità possibile riguardo la normativa ISO europea. Ma cosa significa? Se vado da uno stampatore X usando la carta del profilo scelto stamperà così?  :mrgreen:  non è detto, anzi… per stampare secondo questi standard dovremmo trovare uno stampatore che ha quel tipo di macchina, tenuta e gestita al meglio, con inchiostri di qualità usati secondo standard, con il CTP (il dispositivo che produce lastre, ne parleremo) tarato ad hoc e la carta di qualità secondo riferimento, spettrofotometro in macchina offset ecc. … quindi?

In realtà quando scegliamo un profilo, purtroppo, nell’80% dei casi scegliamo uno standard o target a cui puntare, perché se la tipografia scelta ha dei parametri diversi, non ha creato una caratterizzazione di stampa riuscirà a riprodurre fedelmente solo una parte dei colori da noi proposta. Non a caso conviene sempre costruire i nostri file in maniera da semplificare il lavoro di chi stampa, altrimenti incorreremo sempre in una certa delusione. Anche per il motivo, non certo di poco conto, che questi standard sono aggiornati al 2004. C’è attualmente in corso un aggiornamento di questo standard proprio per migliorare le curve di stampa dovute al CTP rispetto a quelle determinate dalla pellicola.

E se stampo in digitale cosa servono i profili?

Le macchine digitali di produzione puntano sempre agli standard offset, cercando di simularne il colore. Se invece stampate da un fotografo è meglio consegnare file RGB.

Quindi quale profilo usare?

Per la stampa offset su carta patinata opaca il Fogra 39 per l’uso mano il Fogra 29. Se invece usate la stampante di casa usate il profilo corretto per la carta. Se volete una buona approssimazione usate carta inchiostro della stessa marca e usando il relativo profilo, altrimenti… AUGURI!.

Attualmente ho in progetto di costruire un paio di profili di conversione dall’RGB  a CMYK o quadricromia con caratteristiche di gestione del nero, usando come target il Fogra 39, quindi… stay tuned!!!

Da rgb a quadricromia

Da rgb a quadricromia, come convertire?

da rgb a quadricromia: percettivo vs relativo
da rgb a quadricromia: percettivo vs relativo

Abbiamo preparato la nostra foto in AdobeRGB (o ProPhoto RGB per i più esigenti) e ora dobbiamo stamparla, chi nella propria stampante inkjet casalinga (più o meno qualitatitiva), chi dal fotografo, chi in tipografia. E qui viene il bello. E il difficile.

I programmi professionali hanno tutti la gestione colore avanzata, e anche qualche driver di stampa più evoluto ci prova a volte con risultati soddisfacenti/sufficienti.

Bisogna conoscere innanzitutto le modalità di conversione da rgb a quadricromia per far coincidere il più possibile gli spazi colore e non massacrare i colori fuori gamma (sono i colori che lo spazio colore di destinazione non può rappresentare).

Metodi di conversione

Mi soffermerò solo su i due principali, sul colorimetrico relativo e sul percettivo.

Se il nostro programma di fotoritocco ci indica tra le opzioni la visualizzazione dei colori fuori gamma o l’anteprima colore (il softproof) di un determinato profilo diverso dallo spazio colore siamo salvi altrimenti ci andremo per intuizione.

Se una nostra foto non è particolarmente satura di colore, l’anteprima dei colori fuori gamma è relativamente o piuttosto piccola allora sarà più idonea la conversione con il metodo colore relativo, che consiste nel far combaciare il più possibile i colori originali con quelli di destinazione, spostando quelli fuori gamma al colore rappresentabile più vicino possibile. Se la corrispondenza è buona, difficilmente ci accorgeremo della differenza.

conversionerelativo

Come si vede dall’esempio non avendo nessun colore fuori gamma, non c’è differenza nelle foto da RGB a quadricromia.

Se invece la foto è decisamente satura, e abbiamo molti colori fuori gamma, il metodo migliore è quello percettivo, che sposta tutti i colori all’interno del gamma di riferimento in maniera proporzionale, perdendo un po’ di precisione nella corrispondenza con l’originale ma eliminando invece strappi cromatici o effetti decisamente sgradevoli.

conversionepercettiva

Qui notate i blu e i rossi fuori gamma di stampa. Con il colorimetro relativo da rgb a quadricromia c’è una notevole dominante magenta nella parte illuminata della canottiera mentre nel percettivo le corrispondenze tra colori e le sfumature sono maggiormente rispettate.

Ma se invece abbiamo un impaginato come partenza? Converto da RGB a quadricromia o no? Difficilmente si prepara gli impaginati in RGB, e spesso i programmi di impaginazione creano trasparenze. Se lavorassimo gli impaginati in CMYK e lasciassimo le foto in RGB sarebbe una buona soluzione? In teoria si, perchè i RIP (i software o hardware che trasformano i nostri file in dati per la stampante professionale) gestiscono il sistema di conversione separando tra grafiche e immagini. Ma se nel file ci sono trasparenze e il RIP non possiede l’Adobe Print Engine il problema diventa insormontabile. La soluzione migliore torna ad essere una conversione meditata foto per foto nel profilo di stampa di destinazione, ed elaborare il pdf e i file con un profilo univoco.

Quadricromia come gestirla?

Cmyk. Cos’è? Quadricromia: come gestirla?

rgb e cmyk
dall’rgb al cmyk

Dai primi scanner a tamburo in poi, si è creato il problema di come trasformare i dati elettrici in quadricromia. Ma cos’è la quadricromia? Se nel campo della luce e dei sensori fotografici lo spazio colore è l’rgb, composto dai tre colori primari (il verde, il rosso e il blu), nella stampa si sono ricavati tre colori primari: il ciano, il magenta e il giallo.

Poichè i tre colori si comportano, nella sovrapposizione tra di loro, in sintesi sottrattiva, (quindi in perdita di luce, non in guadagno come nella sintesi addittiva dell’rgb), si dovrebbe ottenere il nero, in realtà i colori offset, i toner e la maggioranza dei pigmenti inkjet non riescono ad ottenere un nero sufficiente e producono il bistro, una specie di marrone. Quindi hanno aggiunto un pigmento nero che dà il contrasto alla foto, e nel tempo ha assunto sempre più importanza nell’equilibrio della stampa. Ma di questo ne parliamo dopo. Dalla presenza del nero nasce la quadricromia.

Ma come creare una foto in un foglio di carta?

rosetta
rosetta offset

Nella stampa di qualsiasi genere non si possono creare delle sfumature, in offset e nelle tecniche di stampa tradizionale si può chimicamente o fisicamente ottenere la presenza o meno di inchiostro, nelle stampe come l’inkjet o a toner il laser o diodo o la testina di stampa a gettito d’inchiostro possono scrivere o meno o spruzzare o meno. E quindi? Lo si fa usando un difetto del cervello umano, che sintetizza un gruppo di oggetti molto vicini come fosse una cosa sola creando l’illusione di un’immagine. Nell’offset si crea una “rete” di punti regolari che si ingrandiscono o si rimpiccioliscono la cosidetta rosetta o retino AM.

inkjet
retino fm

Nelle stampanti inkjet, invece, i punti sono più o meno presenti, diradandosi o riempiendo la superficie creando quasi un retino stocastico o retino FM.

Nelle stampanti a toner si ha un tipo di retino molto simile alle stampanti offset, con inclinazioni e qualità diverse, visto che le stampanti a toner generalmente hanno una risoluzione reale più bassa rispetto all’offset.

Ma adesso che abbiamo capito cos’è lo spazio colore CMYK, la quadricromia come dobbiamo gestirla?

Se in un sensore fotografico il problema stà nella sua capacità di catturare la luce senza generare troppo rumore, nella sua capacità di raccogliere abbastanza dettagli, nel mondo della stampa è mantenere la capacità cromatica dei pigmenti che però varia drammaticamente al cambiare della carta.

Quindi per trasformare una foto dall’rgb in cmyk dovrai sapere dove la stampi!

Per capire come trasformare una foto in quadricromia dobbiamo sapere dove la stampiamo, e quindi applicare il profilo corretto.

Ma attenzione!:

i profili di stampa non sono necessariamente profili di conversione!

Ho visto gesti inenarrabili tipo prendere una foto rgb e applicare un profilo di quadricromia… ma con che criterio?

I profili colore in genere sono creati a stampa stabilizzata, con i pigmenti asciutti e spesso parzialmente assorbiti dalla carta.

Se in una inkjet su carta fotografica la differenza tra asciutto e bagnato è risibile, nelle stampanti a toner è nullo, nella stampa offset su carta patinata (lucida o opaca che sia) è tollerabile, nella stampa offset su carta usomano il problema è drammatico!!!

Quindi un profilo di carta usomano sarà quanto meno improbabile come profilo di conversione anche per se stesso.

Quindi ricordate di impostare i profili di cmyk inizialmente come profili di simulazione per il softproof (la simulazione a monitor), e saranno sicuramente fondamentali per creare una prova di stampa decente per simulare con la propria inkjet o nelle litografie per produrre una prova di stampa con i loro sistemi di simulazione.

continua…

 

Lo spazio colore, quale?

Lo spazio colore cos’è? E cos’è un profilo colore?

schema dello spazio colore
comparazione degli spazi colore

Come ripromesso cercherò di essere piuttosto pratico, dove possibile.
Cominciamo dallo spazio colore RGB.
Il profilo è una descrizione matematica misurata della quantità di colore rappresentabile in una periferica, in pratica il suo spazio colore, una sorta di carta d’identità.
In sostanza tramite uno spettrofotometro, uno strumento atto a misurare dei colori target, vado a costruire, misurando un N numero di colori delle patch (delle stringhe di colori) e tramite un software, matematicamente il numero e la qualità dei colori rappresentabili in una periferica.

Qual’è il motivo?

Semplice il colore è scientificamente soggettivo, io vedo un rosso e voi singolarmente un altro.
A parte i daltonici, diremmo probabilmente tutti o quasi che “è rosso!”, ma quale rosso?
Nell’illustrazione vediamo un diagramma in cui la “parabola” rappresenta lo spazio colore visibile all’occhio umano, come vedete il rosso ha parecchie sfaccettature. Se dovessimo decidere qual’è il rosso, dovremmo decidere dei parametri uguali per tutti.
Quindi si è creato uno spazio colore teorico che sia da riferimento nella descrizione colore, lo spazio CIE 1931, calcolato tramite i parametri di luminosità, saturazione e crominanza (in sostanza se è verde, giallo, blu, ciano, ecc.).

In questa maniera ogni colore ha una mappatura teorica all’interno dello spazio colore visibile.

Leggi tutto “Lo spazio colore, quale?”

lorenzoduca.com riparte

Riparte!

Il mio blog lorenzoduca.com riparte, parlerà di immagini, non di come vanno create, ma di come vanno gestite, parleremo di colore, contrasto, di dettaglio, di come gestirli dal file digitale grezzo alla stampa. Non parlerò di sicuro di fisica, o teorie complesse del colore, ma di colore in pratica, non come opinione ma come scienza e sopratutto tecnica. Parleremo di qualità del file, di formati da scegliere e da usare come e quando. Spero mi capirete quando sarò critico verso qualche mezzo, o sarò severo verso un certo tipo di standard qualitativo, perché se è vero che è diventato tutto apparentemente più facile, in realtà si perso un po’ la strada per una direzione almeno semiprofessionale. Leggi tutto “lorenzoduca.com riparte”